Pizzica Futuristica

03. Pizzica Futuristica Emma La Notte Della Taranta Lu Rusciu Te Lu Mare

Che la Notte della Taranta sia diventato il “primo maggio” estivo di tutti i pizzicarelli e pizzicarelle, non è più una novità;  che sia anche la sede di contaminazioni musicali a tutto spiano (alcune validissime, come quelle proposte nel passato da Ludovico Einaudi) diventate poi matrimoni forzati, è una caratteristica delle ultime edizioni.

Nel 2013 la notte decide di scalare addirittura le Hit Parade, coinvolgendo in qualità di ospite d’onore la “cantante” Emma Marrone, frutto delle operazioni televisive del genio (del male) Maria De Filippi.

Il giovane talento, di origine salentina, interpreta il cavallo di battaglia della musica popolare degli ultimi anni, Lu rusciu te lu mare, cominciando la sua performance con l’espressione affranta e la mimica degna di un vigile, oltre all’abbigliamento pseudo rock-lesbochic. Tale è lo sforzo, subito si produce in penosi sospiri, dimostrando qualità canore estremamente discutibili. Ma  il peggio deve arrivare: coll’incalzare della musica Emma perde ogni inibizione, crede di essere al concerto di Gianna Nannini e comincia a pogare (da sola). Dietro di lei la scenografia è degli sguardi allibiti degli stessi orchestrali, intanto Emma si da pure una strizzatina alle tette (punk is not dead…)

E’ verso la fine di questa inspiegabile interpretazione che la cantante, forse colta da un malore, si getta in terra urlando e mimando addirittura le mosse di qualche pseudo tarantata. Il risultato ricorda un cane  arrabbiato, tutta la poesia finisce a mare.

Mentre mi interrogogo su come la direzione artistica abbia potuto permettere un tale stupro, Cielo interrompe la diretta, nell’aria ritorna la calma della sera: per  fortuna mia e di Emma sono a milioni di km da Melpignano. Anche perché il delirio continua con l’interpretazione di “L’acqua della fontana” e di “Kalinifta”, pezzo finale insieme a tutti gli artisti.

Emma ha imbruttito una delle canzoni più belle della sua stessa cultura riempiendola di volgarità gratuita e vocalizi inutili. 

Grazie  all’intervista che segue – dopo aver dubitato delle doti canore della nostra e averne deriso le doti performative – possiamo dire con certezza che neanche l’uso corretto della lingua italiana fa parte delle qualità di Emma.

Non é la prima volta che Emma testimonia il suo affetto per le tradizioni della sua terra, c’é di peggio: Ecco le PROVE


_

tarantelle avvelenate 2013 © riproduzione riservata