Taranta & Veline

10. Striscia La Pizzica 

TARAVV

Il termine “velina” nasce per le “sexy ragazze” della trasmissione televisiva italiana Striscia la notizia, assume in seguito un senso dispregiativo. Si parla addirittura di “velinismo” come fenomeno. Non c’é forse da stupirsi se anche nel mondo della danza popolare é presente questa sfumatura, questa scelta di campo.

Tuttavia, la storia di questa musica, ma sopratutto la storia della danza della pizzica, é legata ad una sofferenza dove é implcata la stessa femminilità. La danza della pizzica veniva utilizzata per esclamare la propria presenza attraverso il corpo agli occhi di mondo, che preferiva ignorare le esistenze fragili e complicate delle tarantate. (Leggete il libro di Ernesto De Martino, La terra del Rimorso!)

Questo atteggiamento velinistico rappresenta la degenerazione dell’utilizzo del corpo femminile: un’operazione culturale che leggittima donne che fanno di sé una nuova moderna (?) figura del mercato, con l’ambizione di avere visibilità e successo dissociati da ogni competenza. Il corpo è l’ impresa da mettere a frutto, nient’altro.

Verso questo approccio alla danza della pizzica non ho pensieri ironici, piuttosto nutro una seria preoccupazione sull’orizzonte di buona parte di una generazione, sul senso stesso della vita, dell’essere donna da parte di chi mette in atto questo tipo di operazioni.

Sicuramente in nessun modo tutto cio’ puo’ avvicinarsi al percorso culturale e nemmeno alla memoria della danza cosidetta popolare. Non si tratta di moralismo, ma di amore per la coerenza (e per la conoscenza, per l’assenza di superficialità, per il rispetto del corpo e della dignità).

Fortunatamente la tarantella non perdona. E noi nemmeno!

Ecco nel video che segue quali effetti collaterali il velinismo puo’ causare unito alla danza della pizzica. Se ci riuscite guardate l’esibizione fino alla fine (coraggio!), negli ultimi fotogrammi potrete vedere l’ennesima apoteosi protolesbo, cliché di tutti i video delle pizzicarelle ammiccanti. Manca solo il Gabibbo, il quale avrebbe reso sicuramente le cose più interessanti.


 

tarantelle avvelenate 2013 © riproduzione riservata

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Perché la Taranta é la Taranta

09. San Remo

Bianca Guaccero nasce e cresce a Bitonto (Bari), debutta nel cinema con il film Terra bruciata (1999). Nel 2008, insieme a Andrea Osvárt, affianca Pippo Baudo e Piero Chiambretti alla conduzione del 58º Festival di Sanremo. E’ in questa occasione che il volto televisivo, noto per grandi (suc)cessi come “Capri” e la versione fiction di “Filumena Marturano” (!), decide di interpretare la “danza della mia terra che mi riavvicina  alle mie radici e mi fa sentire viva“: la Taranta. Ovviamente la soubrette parla della Pizzica, la tarantella pugliese legata al fenomeno del tarantismo. Taranta é il nome del ragno e non indica purtroppo nessuna danza tradizionale.

Vestita da spagnola, munita di ben due gonne intercambiali fra loro, Taranta-Guaccero arriva già sconvolta sul palco, invoca Santo Paolo e compie certe piroette da far invidia a Raffaella Carrà negli anni d’oro. Si percepisce lo sforzo di portare a termine la delirante coreografia di Gino Landi, densa di scene porno soft che più che la tarantella, ricordano il Bagaglino.

Tutt’intorno zompano i danzatori , che a turno passano sulla Taranta-Guaccero, tutt’intenta a piroettare, pero’ con i capelli perfettamente in ordine. Il tutto finisce con un urlo demoniaco (registrato!) e tanti applausi, purtroppo veri.

Perché la Taranta é la Taranta.

tarantelle avvelenate 2013 © riproduzione riservata

TARANTA III

11. La Pizzica in abito Tradizionale e una bella Tammurriata Di Napoli

In questo video c‘è Lei, La Pizzicarella che cammina per le strade con un improbabile cinturone anni 80, trova un flauto e comincia a suonare qualcosa di strano (su cui sorvoliamo perché ci occupiamo di danza) e d’improvviso compaiono i ballerini. La Pizzicarella si trasforma in “signorina buonasera”, ovviamente le cose che dice sono assurdità complete:

  1. la “pizzica d’amore” é tradizionale (non é vero, l’affermazione non é corretta e vi consiglio di leggere Roberto De Simone)
  2. i vestiti (gonnelloni bianchi) sono tradizionali (non é vero, a quale tradizione ci si riferisce? se si parla di tarantismo a seconda del contesto le donne ballavano anche con i pigiami dell’epoca, altrimenti era il vestito della festa o quello di tutti i giorni, che non era assolutamente bianco)
  3. la Tammurriata viene da Napoli (non é vero, piuttosto dalla zona vesuviana, dell’agro nocerino sarnese)

Dopo questa lista di pensieri arbitrari assistiamo ormai inermi alla pizzica finale, in cui il maschio annusa intensamente il foulard tradizionale, e la danzatrice riesce a dare veramente il peggio di se.

Tutti i danzatori/trici che nel video agitano le manine secondo le movenze tradizionali della pizzica d’amore, vi avviso: se mai verrete a lezione da me non potro’ garantire l’incolumità delle vostre falangine e falangette.


 

tarantelle avvelenate 2013 © riproduzione riservata

TARANTA

01. La pizzica all’erba

In questo video, oltre a noiosissimi minuti 25 di delirio del musicista, in cui espone idee arbitrarie su taranta e tarantismi vari, ci accorgiamo immediatamente che la danza è ridicola, patetica, eseguita da due tipe in pigiama che non posso annoverare nemmeno tra le danzatrici. Il tecnico luci, forse inconsapevole, andrebbe comunque denunciato.

C’é di peggio.  Un pirata ricoperto di strass, un ballerino sadomaso e la cantante vestita da minnie. Questa non e’ contaminazione, piuttosto comincio a credere che i componenti del gruppo siano contaminati da qualche strana forma di follia che ha poco a che vedere persino con i tarantismi fasulli evocati dal cantante.

Tutto trova una spiegazione nel “film”: EFFETTO PARADOSSO, in cui i nostri insieme allo stesso regista del loro splendido video ufficiale, ci racconteranno una imperdibile storia di un’erba magica e misteriose coincidenze: ora è chiaro da dove viene tutta quest’ispirazione! Questa non é Taranta…

NB:  la Taranta. ovvero Pizzica, la tarantella pugliese legata al fenomeno del tarantismo. Taranta é il nome del ragno e non indica purtroppo nessuna danza tradizionale.


 

tarantelle avvelenate 2012 © riproduzione riservata

TARANTA II

14. La pizzica di Barbie

Il ballo di san Vito – la saga, ovvero: Vinicio Capossela non voleva fare niente di male, lui di canzone ne ha scritta una

VOLUME PRIMO

Una bionda, sembra ubriaca, comincia a “tarantarsi”, una bruna le gira intorno preoccupata, con un tamburello. Dopo essersi dimenata e arrotolata-per quattro-cinque volte- in un grosso lenzuolo bianco colpo di scena, la bruna diventa cattiva (?), nasce una rissa lesbo tra la taranta (la bruna) e la tarantata (la bionda). Aiuto……e non è finita qui!

 

VOLUME SECONDO  

Il bassista (con l’espressione di RAY MAN) afferra la bravissima ballerina per le braccia, la sbatte un pò quasi fosse un sacco, si allontana allibito, lei cerca di lanciarsi dal palco, mentre la taranta osserva seduta e\o gridando.

 

VOLUME III ed ultimo (per adesso) 

I musicisti depongono la bionda sul palco, peripezie della taranta e la famosa pizzica della mutanda. La bravissima danzatrice condivide con il pubblico i segreti della sua biancheria intima. Inoltre, grazie alle numerose fotografie, si nota la somiglianza impressionante tra la bionda e barbie. Ecco spiegata la ricetta che merita 16000 visualizzazioni sul tube e tutti questi bravissima. Non certo i miei, che a causa della Saga ho sviluppato la psioriasi.


 

tarantelle avvelenate 2012 © riproduzione riservata